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Infra Cultura: ecco le mostre da tenere d’occhio nel 2023

In un’epoca di radicali cambiamenti e di incertezze il mondo si interroga sul proprio futuro: quali soluzioni per gli spazi urbani, la mobilità e la sostenibilità? L’arte e i musei si fanno interpreti di tali quesiti, da Tokyo a Copenhagen, da Roma a Helsinki passando per il Qatar

Interrogarsi sull’avvenire della specie umana, talvolta attingendo al patrimonio di conoscenze proveniente da esperienze virtuose del recente passato, è la comune traiettoria disegnata da alcuni appuntamenti espositivi in corso in tutto il mondo. Mostre che, accompagnando i visitatori internazionali per buona parte del 2023, si traducono in dispositivi per indagini corali sul destino del pianeta, minato dalla crisi climatica. E, spesso, diventano l’occasione per avvicinarsi alle visioni, ora utopiche, ora illuminanti, di artisti e designer del nostro tempo. 
 

Technoscape. L'architettura dell'ingegneria

Dove&Quando: MAXXI, Roma – Fino al 10 aprile 2023

Qual è il futuro dell’ingegneria strutturale? Come saranno progettate e costruite le infrastrutture dell’avvenire? Attraverso quali tecnologie, fra digitale e robotica, verranno definiti gli spazi di vita, lavoro e condivisione delle prossime generazioni? Sono alcune questioni al centro di Technoscape. L'architettura dell'ingegneria, la rassegna con cui il MAXXI di Roma analizza “glorie passate” e prospettive di una disciplina tecnica essenziale per la comunità umana. Doppia è la chiave di lettura per i visitatori: nelle otto sezioni del primo capitolo l’attenzione si concentra su più di 40 capolavori internazionali, dal dopoguerra a oggi; dall’Opera House di Sidney di Jørn Utzon e Ove Arup al MASP di Lina Bo Bardi e José Carlos de Figueiredo Ferraz, a San Paolo – esito del lavoro sinergico e creativo fra strutturisti e architetti; nella seconda area lo sguardo si indirizza sui decenni in arrivo, con le installazioni di sette centri di ricerca universitari europei e statunitensi. Un esempio? Il progetto “Strade riconfigurabili” sviluppato dall’Universität für angewandte Kunst di Vienna che prova a ridefinire il design stradale fra sostenibilità e risorse messe a disposizione dal digitale.
 

A Sneak Peek at Qatar Auto Museum

Dove&Quando: National Museum of Qatar (Mawater Gallery), Doha – Fino al 20 gennaio 2024

Il Qatar sta da tempo investendo sul fronte artistico e architettonico. Di recente, attraverso Qatar Museums (QM), principale istituzione nazionale per l'arte e la cultura, ha annunciato la prossima realizzazione del Qatar Auto Museum che sorgerà nella capitale Doha, su progetto dell'Office for Metropolitan Architecture (OMA). Nei suoi 30mila metri quadrati ripercorrerà l'evoluzione del mezzo di trasporto che ha rivoluzionato la mobilità sul pianeta. Ne racconterà l’evoluzione nel corso del XX secolo, soffermandosi sull’impatto culturale fra supercar, modelli d'epoca e simulatori di guida per bambini. Nell’attesa, il National Museum of Qatar, a sua volta realizzato da Atelier Jean Nouvel, ospita la mostra introduttiva A Sneak Peek at Qatar Auto Museum Project, che svela concept e alcuni contenuti dell’ambizioso intervento.
 

The future is present

Dove&Quando: Designmuseum Danmark, Copenhagen – Fino all’1° giugno 2023

Accompagnata da un allestimento d’autore, affidato allo studio di design e architettura danese Spacon & X, la mostra The future is present pone ciascun visitatore dinanzi a una riflessione: quale tipo di futuro immagini per la specie umana? Come pensi sia possibile concretizzarlo? Il cambiamento climatico, le pandemie, le migrazioni, la gestione delle risorse disponibili, la pressione della sorveglianza sulla libertà individuale impongono di ragionare su nuove strategie, eque, condivise e sostenibili. A esse, come dimostra il percorso di visita, stanno contribuendo anche designer, artisti, attivisti e alcune aziende. Gli esempi presentati nelle tre sezioni HumanSocietyPlanet+, e nell’area complementare Shaping the Future, basata su opere dall’indole utopica della collezione museale, offrono una ricognizione delle linee di ricerca in progress, tra visioni radicali, posizioni concrete e approcci a carattere più speculativo.
 

What if? Alternative futures

Dove&Quando: Design Museum Helsinki – Fino al 12 marzo 2023

Formata dalle geografe Efe Ogbeide e Milla Kallio, l’agenzia FEMMA è specializzata in pianificazione urbana partecipata; in altre parole, opera per fornire consulenza nello sviluppo di progetti urbani democratici e sostenibili. Si tratta di una delle realtà professionali selezionate per la mostra What if? Alternative futures, che ragiona su pratiche e idee alternative a quelle prevalenti nello scenario attuale. La dimensione futura, solo all’apparenza distante o astratta, costituisce una “materia viva” e tangibile nelle menti e nei progetti degli autori coinvolti, che con i loro interventi aprono un varco in sei universi tematici cruciali: lavoro, casa, natura, città, decision-making e metaverso.
 

Our Ecology

Dove&Quando: Mori Art Museum, Tokyo – Dal 18 ottobre 2023 al 31 marzo 2024

Nel ventesimo anniversario dell’apertura al pubblico, il Mori Art Museum di Tokyo "sfiderà sé stesso". Con Our Ecology, uno dei progetti promossi per le celebrazioni previste per il 2023, adotterà misure per proporre una mostra capace di analizzare la prospettiva ecologista in termini non solo tematici, ma anche pratici. Come? Si va dalla riduzione al minimo dei trasporti al riutilizzo dei materiali espositivi. Il tutto per rispondere a un quesito non più procrastinabile: è ancora possibile un futuro sostenibile per l’umanità? Gli esseri umani riusciranno a stabilire nuove modalità di connessione con tutte le altre creature? Chiamando in causa voci della scena artistica internazionale, l’istituzione situata nella Roppongi Hills Mori Tower riunirà opere storiche e lavori realizzati per l’occasione, offrendo del vocabolo "ecologia" una lettura ampia ed eterogenea. Tale analisi includerà anche un esame dell’arte giapponese fra gli anni Cinquanta e Settanta, una fase storica in cui l'inquinamento iniziava già a essere interpretato come una conseguenza negativa della rapida crescita economica nipponica.


Valentina Silvestrini

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