La Basilica di Sant'Antonio di Padova

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Quando la tecnologia promuove le scelte: con Yunex Traffic Italy nasce la nuova mobilità

L’innovazione tecnologica è una chiave decisiva per migliorare la sicurezza dei trasporti, la gestione sostenibile del traffico, la qualità della vita e la mobilità negli spazi urbani, abilitando amministratori e cittadini a scelte più evolute. Ne parliamo con Gino Franco, managing director di Yunex Traffic Italy che propone sistemi ITS di pianificazione e controllo in tempo reale della viabilità e della circolazione di mezzi e persone nelle città

Una mobilità più sicura, più efficiente e più sostenibile va costruita e programmata. E questo è possibile solo attraverso tecnologie innovative che sappiano indirizzare le politiche di mobilità e le scelte in base agli obiettivi.

Le nuove soluzioni di Yunex Traffic Italy, i cui prodotti e piattaforme per la gestione dei flussi di traffico e della mobilità urbana sono utilizzati in oltre 600 città (tra cui Singapore, Bogotà, Abu Dhabi, Praga) e in 4 continenti (Europa, Americhe, Asia, Oceania), sono approdate in Italia con le più evolute tecnologie ITS che vanno in questa direzione. 

L’azienda, che di recente ha siglato un MoU con Municipia, racconta per voce del suo managing director in Italia, Gino Franco, le prospettive del settore e le opportunità di crescita che trasformeranno le nostre città in ambienti sempre più smart, green, sicuri ed efficienti. 
 

La nuova mobilità connessa, sicura e sostenibile passa dalle tecnologie, ci racconta quanto sia vero e perchè? 

«La tecnologia permette di raccogliere una grande quantità di dati che convergono su sistemi in grado di filtrarli ed elaborarli, per creare quello che chiamiamo il ‘gemello digitale’ della mobilità. Da questa base processiamo previsioni e analisi per ottimizzare e gestire il flusso di veicoli sulla strade (gestione traffico, controllo accessi…). Tutto questo avviene attraverso soluzioni tecnologiche che possono essere combinate tra loro per le esigenze più diverse».
 

Si tratta quindi di una tecnologia che va modulata in base alle esigenze di mobilità.

«Certamente, può essere usata per raggiungere obiettivi strategici come la prevenzione degli incidenti, la sicurezza delle strade o il controllo delle emissioni inquinanti. Per esempio nella città di Wiesbaden, in Germania, abbiamo portato a termine un progetto installando un sistema di gestione del traffico che combina dati di mobilità con dati ambientali in tempo reale, per sviluppare analisi predittive sulla qualità dell’aria, e organizzare preventivamente i flussi di traffico, ottimizzandoli e facendo in modo che le emissioni non superino la soglia prestabilita. Grazie alla ‘cura Yunex’, i dati dimostrano che in città le emissioni di ossidi di azoto (NOx) si sono ridotte tra il 15 e il 30 per cento».
 

Nell’applicazione di questa tecnologia qual è la maggiore difficoltà?

«Sicuramente quella di coordinare e mettere d’accordo tutti gli attori coinvolti. È una questione organizzativa perché un sistema così integrato mette insieme diverse aree di azione (ztl, monitoraggio aria, gestione cantieri…) che sono spesso gestite da enti diversi. Ci vuole coordinamento e condivisione dei dati e un sistema che possa supervisionare la loro applicazione».
 

È il ruolo di Yunex?

«Esattamente, lavoriamo a monte del processo coordinando tutti gli attori in campo, offrendo competenze specifiche necessarie che non sempre sono disponibili nei Comuni. Il nostro sistema è “chiavi in mano” dall’inizio alla fine del processo tecnologico e mettiamo a disposizione un portafoglio completo di tecnologie e competenze specifiche (dagli studi di traffico andiamo ad accompagnare tutte le fasi di progettazione e realizzazione della soluzione nonché i servizi di manutenzione e aggiornamento tecnologico). Il tutto ruota intorno a tre ingredienti chiave: sistemi di simulazione e previsione di traffico; la rilevazione del comportamento dei veicoli, ma anche dei ciclisti e dei pedoni e la regolazione semaforica adattiva. Tutto ciò ci permette di creare diversi modelli come ad esempio una soluzione in grado di riconoscere e classificare i vari utenti della strada (bambini, pedoni con mobilità ridotta) calcolandone i rispettivi tempi di attraversamento e adattando (estendendo, se necessario) le fasi semaforiche alle rispettive esigenze».
 

C’è interesse da parte dei Comuni italiani a questo sviluppo e che cosa chiedono?

«Sì, ma la situazione è molto disomogenea da ente e ente. L’aspetto di maggiore attenzione riguarda l’ambito ambientale, ma anche la possibilità di prevenire una situazione: sia essa una congestione di traffico legata ad un evento piuttosto che un picco di inquinamento per l’elevato traffico. In particolare, con i nostri sistemi riusciamo a influenzare i comportamenti e le scelte di mobilità e questo può fare la differenza nella costruzione di un modello. Ad esempio, schemi di priorità su gomma o rotaia possono essere usati per rendere il trasporto pubblico più conveniente e quindi spostare le preferenze».
 

Con Municipia che accordo avete?

«Stiamo lavorando in modo complementare perché insieme siamo in grado di offrire un pacchetto completo che include la gestione tecnologica e la gestione dell’operatività dei sistemi e dei servizi. Anche in quei contesti in cui la città non è strutturata per entrambi gli aspetti». 
 

Dal punto di vista economico qual è la disponibilità degli enti?

«Stiamo lavorando sia su grandi città, sia su realtà medio o piccole per le quali studiamo anche progetti dal punto di vista finanziario con lo strumento del project financing. Ma una leva fondamentale dal punto di vista economico è quella che riguarda le efficienze e la liberazione di risorse che noi, con il nostro sistema, riusciamo a creare e che fanno da incentivo alla realizzazione del progetto. L’ottimizzazione dell’uso dei parcheggi e il controllo accessi possono essere monetizzate, ma ci sono anche effetti indiretti come la riduzione dei consumi energetici necessari all’operatività dei sistemi».
 

I prossimi obiettivi in Italia?

«Diventare un riferimento anche in Italia per queste soluzioni e realizzare esempi virtuosi di ciò che possiamo ottenere in termini di impatto e qualità della vita. Stiamo dialogando con molti enti sia in modo diretto, sia attraverso gare».
 

Qual è il carattere distintivo delle vostre proposte?

«Il nostro punto di forza unico è quello di mettere insieme gli strumenti di pianificazione del traffico e il controllo in tempo reale del traffico. Di solito sono aspetti separati, noi li integriamo, e questa è la nostra arma segreta: prevedere per anticipare le scelte e gestire in modo più efficace gli interventi».


Sofia Fraschini - Giornalista economico-finanziaria, laureata in Sociologia a indirizzo Comunicazione e Mass media, ha iniziato la sua carriera nel gruppo Editori PerlaFinanza dove ha lavorato per il quotidiano Finanza&Mercati e per il settimanale Borsa&Finanza specializzandosi in finanza pubblica e mercati finanziari, in particolare nei settori Energia e Costruzioni. In seguito, ha collaborato con Lettera43, Panorama, Avvenire e LA7, come inviata televisiva per la trasmissione L’Aria che Tira. Dal 2013 lavora come collaboratrice per la redazione economica de Il Giornale e dal 2020, per il mensile del sito Focus Risparmio di Assogestioni.

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