Sul filo tra sicurezza e mix di fonti: il rebus della crisi energetica
Se il vecchio sistema andava superato, la transizione green sconta ulteriori ritardi, mentre guerre e tensioni geopolitiche frenano l’innovazione
Mentre l’AI divora energia, i data center vanno decarbonizzati
La transizione digitale accelera con l’Intelligenza Artificiale, ma l’infrastruttura tecnologica che la supporta va resa più sostenibile con soluzioni di storage, autoproduzione e migliorando l’efficienza di rete
Ecco perché alcune città affondano. E come altre provano a salvarsi
Milioni di persone in tutti i continenti vivono in città che affondano, vittime dell’innalzamento dei mari e dell’urbanizzazione. Servono interventi efficaci e non più rimandabili per salvare gli asset e contenere l’impatto dei danni
Sovranità digitale o colonia tech? L’Europa al bivio
L’Ue può svincolarsi dal dominio delle big tech? Fino a che punto è possibile affidare intere infrastrutture e dati ad alleati imprevedibili? Ecco le alternative e le iniziative per raggiungere la sovranità dei dati
Io, l’altro e il satellite
Il navigatore GPS è ormai indispensabile ma come cambiano il viaggio, l'esperienza del territorio e le nostre competenze sociali e cognitive? Quali rischi implica questa mediazione tech con l'immediato vicino?
Il ruolo delle infrastrutture critiche tra tensioni geopolitiche e choc globali
Un nuovo equilibrio tra efficienza, difesa e resilienza è necessario per le reti logistiche, di comunicazione e approvvigionamento. Ecco le priorità che danno forma alle nuove infrastrutture in un mondo in rapido cambiamento
Editor's Hub
Idrogeno green: ecco i maggiori impianti e progetti per produrlo in Europa
L’idrogeno verde promette di decarbonizzare il sistema energetico, ma tra obiettivi UE e reale capacità produttiva c'è la necessità di costruire i nuovi impianti. Vediamo quali sono i più grandi a oggi presenti o in costruzione in Europa
Idrogeno green: ecco i maggiori impianti e progetti per produrlo in Europa
L’idrogeno verde promette di decarbonizzare il sistema energetico, ma tra obiettivi UE e reale capacità produttiva c'è la necessità di costruire i nuovi impianti. Vediamo quali sono i più grandi a oggi presenti o in costruzione in Europa
«Come lo sbarco dell’uomo sulla Luna»: così nel dicembre 2019 la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen definiva la portata del Patto verde europeo, l’insieme di proposte politiche per il raggiungimento entro il 2050 della cosiddetta neutralità climatica, ovvero una situazione di equilibrio tra l’anidride carbonica emessa nell’atmosfera e quella rimossa. Il programma – meglio noto come Green Deal – stabilisce un percorso preciso per il conseguimento dell’obiettivo finale, delineando a questo proposito delle mete intermedie, come la riduzione di almeno il 55% di emissioni inquinanti entro il 2030. Tra le diverse strategie presentate dalla Commissione per favorire tale transizione spicca quella dedicata all’idrogeno green, elemento considerato fondamentale nel processo di decarbonizzazione dei 27 paesi UE.
Il termine “idrogeno green” viene infatti utilizzato per indicare la variante “pulita” dell’idrogeno, prodotta attraverso l’utilizzo esclusivo di fonti energetiche rinnovabili, che non emettono dunque CO2 nell’ambiente. Aumentarne la produzione e il conseguente impiego nella filiera energetica significherebbe pertanto avanzare lungo la strada sancita dal Green Deal, avendo ben chiaro l’obiettivo da perseguire. Secondo le stime, l’idrogeno green potrebbe arrivare a soddisfare tra il 5 e il 20% del fabbisogno energetico nel settore industriale, toccando punte del 50% nel caso dei trasporti. Nel 2022 però tale gas rappresentava solamente il 2% del mix energetico europeo e il suo ciclo produttivo prevedeva in buona parte l’impiego di fonti non rinnovabili. Necessaria pare quindi la costruzione di nuovi impianti in grado di immetterne di verde sul mercato, accanto al potenziamento di quelli già esistenti.
Guardando alla distribuzione geografica dei siti produttivi già avviati e a quella dei progetti in fieri si può notare come a oggi l’idrogeno verde sia presente in tutti e quattro gli angoli dell’Unione.
La produzione in Danimarca
Finanziato anche grazie al contributo del governo danese (con un investimento pari a 33,1 miliardi di Euro), l’impianto di produzione di idrogeno verde di Fredericia – cittadina centro-meridionale della penisola – ha visto la luce nel dicembre del 2022. Collocato nei pressi di una raffineria, HySynergy – questo il nome che la compagnia proprietaria Everfuel ha dato al progetto – ha una potenza di 20 mega watt (MW). L’obiettivo è di raggiungere il gigawatt entro la fine del decennio. Nei mesi successivi alla messa in funzione, la struttura si è concentrata sulla produzione in larga scala del gas per la commercializzazione e sullo sviluppo di soluzioni di rifornimento per mezzi pesanti, come autocarri e autobus.
Lo stabilimento spagnolo
Nel 2020 la corporation energetica Iberdrola annunciava un investimento di 150 milioni di Euro per la costruzione di un impianto per la produzione di idrogeno verde nella località di Puertollano, nella zona centro-meridionale della penisola iberica. Con una potenza di 20MW, la struttura è entrata in funzione nel maggio del 2022, con un cerimonia di inaugurazione che ha visto il coinvolgimento delle più alte istituzioni spagnole. Il gas pulito, risultato di un processo di elettrolisi alimentato da energia elettrica di origine solare, viene adoperato nel ciclo produttivo dell’ammoniaca della vicina azienda di fertilizzanti Fertiberia. Quest’ultima ha potuto quindi ridurre del 10% il proprio fabbisogno di gas naturale, mentre 39.000 sono le tonnellate di anidride carbonica non immesse in atmosfera grazie a questo sito.
Il più grande impianto dell’Europa centro-orientale
10 MW di potenza e una capacità produttiva di circa 1.600 tonnellate di idrogeno verde all’anno: sono questi i numeri dello stabilimento di Százhalombatta, in Ungheria, recentemente avviato dal gruppo MOL, il più grande impianto dell’Europa centro-orientale. L’idrogeno ottenuto dall’impiego di fonti energetiche rinnovabili verrà utilizzato dalla vicina raffineria, le cui emissioni di anidride carbonica diminuiranno di 25.000 tonnellate all’anno. MOL si impegnerà a utilizzare il gas pulito nella propria produzione di carburante. Il gruppo è intenzionato a replicare tale modello anche in altri territori della regione, come Bratislava e Rijeka, nei prossimi due anni.
Il gigahub italiano
Lo scorso 11 giugno sono stati ufficialmente aperti i lavori per la costruzione dell’impianto per la produzione di idrogeno verde a Cernusco sul Naviglio (nei sobborghi di Milano). Risultato della collaborazione tra i player del settore De Nora e Snam, il progetto è stato finanziato anche dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per 63 miliardi di Euro e la sua entrata in funzione è prevista per l’inizio del 2026, dopo il termine dei lavori negli ultimi mesi del 2025. La capacità produttiva a pieno regime del polo – che si estende per 40.000 metri quadrati – è fissata a 4GW, con il raggiungimento di 2GW prodotti entro il 2030. Se confermati, tali numeri renderebbero il gigahub italiano il più grande al mondo e l’unico nella sua tipologia nel vecchio continente. Oltre a idrogeno verde da immettere nella filiera energetica, lo stabilimento infatti produrrà elettrolizzatori (gli strumenti necessari per la scissione dell’acqua in ossigeno e idrogeno) per rispondere alla crescente domanda, globale ed europea.
Secondo le ultime analisi, la domanda globale di idrogeno verde è in rapida crescita: 1.400 miliardi di dollari è l’indotto calcolato. La potenziale capacità produttiva di idrogeno verde dell’UE può quindi giocare un ruolo strategico nel percorso di transizione energetica e neutralità climatica.
L’Intelligenza Artificiale ci interroga e sfida la nostra identità
L’AI generativa raggiungerà livelli di prestazioni “umane” entro la fine del decennio, ma impone un cambio di paradigma accompagnato da incognite in ogni ambito di attività e di organizzazione economica, politica e sociale. L’università si presenta come interlocutore affidabile all’altezza delle sfide che gli individui e le società dovranno affrontare in un futuro molto vicino
L’Intelligenza Artificiale ci interroga e sfida la nostra identità
L’AI generativa raggiungerà livelli di prestazioni “umane” entro la fine del decennio, ma impone un cambio di paradigma accompagnato da incognite in ogni ambito di attività e di organizzazione economica, politica e sociale. L’università si presenta come interlocutore affidabile all’altezza delle sfide che gli individui e le società dovranno affrontare in un futuro molto vicino
760 milioni di euro è il valore del mercato dell’Intelligenza Artificiale in Italia, con una crescita del 52% nel solo 2023. Nel nostro paese, sei grandi aziende su dieci hanno già avviato almeno un progetto di IA (solo il 18% delle piccole e medie imprese). Un connazionale su quattro ha interagito almeno una volta con ChatGPT, anche se otto su dieci manifestano qualche timore per la rivoluzione in atto.
Basterebbero questi pochi dati, presi a prestito della ricerca dell'Osservatorio Artificial Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano, per capire la portata del fenomeno al quale stiamo andando incontro. La stessa ricerca mette in luce due aspetti importanti: il primo riguarda il mondo del lavoro e il secondo le implicazioni sociali, culturali ed etiche che saremo chiamati, tutti (senza esclusione), ad affrontare.
Già oggi, in Italia, l’Intelligenza Artificiale ha un potenziale di automazione del 50% di “posti di lavoro equivalenti”, ma da qui a dieci anni potrebbe sostituire 3,8 milioni di persone. Un dato che va correttamente misurato, tenendo in considerazione le previsioni demografiche e la denatalità. A causa dell’invecchiamento della popolazione, e prospettando un gap di 5,6 milioni di posti di lavoro equivalenti entro il 2033, questo processo di automazione appare quasi una necessità.
Le imprese lo hanno capito e mostrano grande interesse rispetto al tema, ma anche tanta confusione. Secondo un’indagine condotta da Talent Garden e Politecnico di Milano, il 38% delle aziende intervistate sta pianificando azioni di reskilling e upskilling dei propri dipendenti in chiave IA. Tuttavia, più della metà (55%) non sa quale budget destinare alle attività di formazione, come a dire che ne percepiscono la necessità, ma non hanno le idee ben chiare.
Come già accaduto con la sostenibilità e il “green washing”, anche in tema di digitale il rischio è quello dell’”AI washing”, un fenomeno che può essere confinato solo attraverso la competenza. Qui l’università si presenta come un interlocutore affidabile.
Secondo il “Jobs of the Future” Report del World Economic Forum (2023), nei prossimi cinque anni sei lavoratori su dieci avranno bisogno di formazione ad hoc. Non è un caso che il Politecnico di Milano abbia lanciato, nel 2022, AIRIC - Artificial Intelligence Research and Innovation Center: un ponte tra università e imprese, sia per guidarle nell’introduzione dell’IA nei propri processi e prodotti sia per supportarle nello sviluppo di competenze interne che siano all’altezza delle sfide future.
«È difficile pensare ad una singola tecnologia che nei prossimi 50 anni plasmerà il nostro mondo più dell’Intelligenza Artificiale». Lo aveva detto Barack Obama, anni fa. Oggi non abbiamo dubbi sulla portata della sfida in atto. E, come sempre nell’evoluzione di ogni tecnologia emergente, dopo una fase di fermento arriva un punto di inflessione: da quel momento in poi, l'impatto esercitato sulla società subisce una drastica accelerata. Lo abbiamo già toccato con mano alla fine degli anni Novanta con l'accesso di massa alla rete internet e alla fine degli anni Duemila con la diffusione del mobile.
Anche in questo caso, non c’è dubbio che siamo di fronte a un vero e proprio cambio di paradigma. In particolare si stima che l’intelligenza generativa possa raggiungere prestazioni umane entro la fine di questo decennio in ambiti legati alla creatività, al ragionamento logico, al problem solving, alla comprensione del linguaggio naturale. Aumenterà quindi il bisogno di lavoratori e di cittadini alfabetizzati, in ogni settore professionale e in molti contesti di interazione. E questo implicherà non solo nuove competenze, ma un nuovo modo di pensare in cui sarà fondamentale saper porre le domande giuste.
Tradotto, sarà determinante sviluppare senso critico, capire se e come questo cambiamento si dimostrerà sostenibile, nell’accezione più ampia del termine. Il modo in cui gestiremo la transizione verso l’Intelligenza Artificiale generativa segnerà un passaggio identitario come individui, come entità sociali, come organizzazioni politiche. L’Europa ha già espresso una posizione chiara di tutela dei valori democratici e dell’individuo ed è nel solco dell’Ai Act e della prevenzione del rischio che vanno ricondotte le evoluzioni in corso.
* rettrice del Politecnico di Milano
Media Hub
Una città nuova, attraverso scenari che cambiano a ogni sguardo dall’alto del monte Echia al basso della metropolitana. The Passenger a Napoli con il fondatore di Museo Apparente e Galleria Acappella
Dirompente, affascinante, controversa: la blockchain è una delle tecnologie più discusse degli ultimi anni, dalle criptovalute al “web3”. Ad aprire una nuova era sono stati due leader, diversi tra loro ma entrambi rivoluzionari: il misterioso Satoshi Nakamoto con Bitcoin e Vitalik Buterin, il ragazzo prodigio che inventò Ethereum
Sembrava solo fantasia ma ora è realtà: le macchine che imitano le facoltà della mente umana sono arrivate e sono qui per restare. Sam Altman ha reso l’Intelligenza Artificiale a portata di tutti, grazie a OpenAI. La sua creatura, ChatGPT impone all’uomo delle domande, che “Pionieri del futuro” affronterà con l’aiuto di un neuroscienziato e di un ospite del tutto… inatteso.
Green
Progetti a minor impatto ambientale e soluzioni a prova di futuro per una sostenibilità che parte dalle fondamenta.
L’economista premio Nobel per la Pace, Muhammad Yunus è diventato famoso in tutto il mondo con l'invenzione del micro-credito e del business sociale. Un leader di pensiero che ha dedicato la vita a sconfiggere la povertà attraverso nuove idee di inclusione economica e sostenibilità, partendo da uno dei paesi più difficili al mondo, il Bangladesh
Infrastructure
Le possibili evoluzioni del digitale, dei materiali e dell'innovazione, al servizio di chi progetta.
Mobility
Idee, scenari e dati per inquadrare al meglio il settore della mobilità che può cambiare il modo di vivere di tutti.
Nella competizione per l'Intelligenza Artificiale Stati e Big Tech stanno investendo per allestire le infrastrutture tecnologiche che conservano ed elaborano dati a livello globale, localizzate in tutto il mondo e persino sull'orbita terrestre
Technology
Tutte le news sul mondo della tecnologia. Editoriali, dati e articoli di approfondimento sempre aggiornati sulla tematica.
Travel
Muoversi, creare relazioni e avvicinarsi a ciò che è lontano utilizzando le risorse più innovative della scienza e dell'ingegneria.