Drones represent a new concept of air mobility

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Droni e nuova mobilità tra sfide e normativa

Nuove rotte e nuove regole sono fondamentali per favorire lo sviluppo della mobilità aerea avanzata in Italia. Intervista a Pierluigi Di Palma, presidente Enac

Dal controllo delle infrastrutture, al trasporto di materiale medico, merci e (presto) anche persone. Il futuro è adesso e i droni in Italia sono ormai una realtà, anche se in continua evoluzione grazie alla grande sperimentazione in atto. Il presidente di Enac, Pierluigi Di Palma racconta a Infra Journal gli scenari futuri e futuribili di questa nuova mobilità “sostenibile” in merito alla quale l’Ente nazionale per l’aviazione civile ha un ruolo da protagonista. Anche perché chi oggi vuole fare sperimentazione scientifica con i droni deve comunicarlo ad Enac.

DOMANDA. C’è una normativa chiara a cui gli attori coinvolti devono attenersi? 

RISPOSTA. Dall’inizio di quest’anno è in vigore la Regolamentazione Europea che disciplina l’attività dei droni e si basa su una proporzionalità di requisiti in funzione del rischio sotteso dall’operazione. In altre parole, più è elevato il rischio, sia verso terzi a terra che verso altri aeromobili in volo, più i requisiti sono stringenti e sono vincolati ad accertamenti tecnici da parte dell’autorità. Enac rilascia le autorizzazioni pertinenti, e quando queste operazioni sono a basso rischio diamo il via libera. Ma non solo. Abbiamo un doppio ruolo: quello tradizionale di ente regolatore e certificatore e quello di motore dell’intero ecosistema nazionale dell’Advanced Air Mobility, ossia i servizi aeromobili a guida autonoma come classificati dalla Nasa. 

D. Quali sono le principali sperimentazioni in corso e che ambiti riguardano?

R. Gli ambiti principali di sperimentazione seguono due direttrici: rendere un servizio al cittadino in ambito urbano - ecosostenibile ed efficiente - per la distribuzione di merce con indubbi vantaggi in termini di rapidità, riduzione delle emissioni e del traffico urbano. E, poi, agevolare il soccorso sanitario per rendere capillare un servizio che preveda il trasporto di materiale sanitario di prima emergenza e biomedicale. In quest’ultimo caso la sperimentazione con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha dimostrato la concreta possibilità di trasportare materiale biologico tra i poli ospedalieri di Santa Marinella e Palo Laziale distanti più di 35 chilometri. Altre iniziative hanno interessato il controllo delle infrastrutture di distribuzione dell’energia e del trasporto su ferro o il trasporto merci. Ma la ricerca non dorme mai e, al momento, sono in corso progetti per il trasporto di medicinali a Bari, Venezia e Napoli. 

D. Il trasporto di persone è ancora un sogno?

R. Un sogno che diventerà realtà. Nella nostra visione puntiamo a realizzare il trasporto di passeggeri tra siti urbani e hub aeroportuali. La fase iniziale prevedrà la presenza di un pilota a bordo, la fase intermedia un pilota a terra in un centro di controllo e la fase finale sarà costituita da sistemi Uas, totalmente autonomi, in cui il passeggero potrà impostare la sua destinazione con estrema semplicità. In quest’ultimo ambito, come Enac siamo molto attivi, sia in ambito nazionale che internazionale per identificare le esigenze normative e gli standard tecnici necessari. Per questo è importante anche che l’Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea (Easa) abbia selezionato in Europa una serie di aree metropolitane, tra le quali quella di Milano, Roma e Venezia per condurre uno studio proprio sull’accettazione di tali mezzi da parte dei cittadini.  

D. La mobility-revolution è dunque iniziata? 

R. Certamente, ricerche di mercato di questi ultimi anni sulla mobilità hanno evidenziato che entro i prossimi dieci anni, la diffusione delle tecnologie digitali e dell’innovazione tecnologica, in generale, cambierà radicalmente il volto del settore del trasporto e del suo indotto. I droni sono uno degli elementi cardine di questa rivoluzione industriale, dal momento che sono destinati ad entrare sempre più nel nostro utilizzo quotidiano. Anche perché le potenzialità sono enormi, a partire dalla possibilità per questi innovativi mezzi di operare in scenari pericolosi a vantaggio dell’incolumità umana. Inoltre possono svolgere particolari operazioni sia di interesse pubblico, sia a favore di grandi imprese. La vera sfida del legislatore, semmai, sarà bilanciare l’innovazione tecnologia, lo sviluppo economico e i bisogni di protezione dei cittadini e dei consumatori.   

D. Quali sono i limiti attuali allo sviluppo di questa nuova mobilità?

R. Gli ostacoli che stiamo cercando di superare con azioni mirate sono principalmente la capacità di accumulo di energia delle batterie per consentire ai droni di volare su tratte significative e per durate adeguate a necessità di business. A questo si aggiunge la possibilità di progettare droni sicuri in grado di portare persone a bordo e in grado di resistere a tutte le condizioni ambientali, esattamente come gli aerei tradizionali, oltre alla possibilità di creare un sistema logistico integrato sul territorio in grado di abbattere i costi della manutenzione. Sarà indispensabile poi la disponibilità di infrastrutture di terra quali vertiporti e nodi di intermodalità disseminati sul territorio. Per realizzare tutto ciò è fondamentale implementare un sistema di controllo del traffico dei droni e dello spazio aereo a bassa quota (il cosiddetto Utm o “U-Space”, nda) con elevate capacità di automazione basate sulle tecniche di intelligenza artificiale e che richiedono adeguati standard industriali.

D. La tecnologia e l’innovazione spinta saranno dunque la chiave di questa rivoluzione...

R. Nel futuro i temi dell’automazione e dell’intelligenza artificiale giocheranno un ruolo fondamentale. Il sistema dovrà orientarsi verso un concetto "one-to-many", dove un unico operatore umano controllerà un’intera flotta di droni in grado di volare contemporaneamente, ma ciò sarà possibile solo mediante il ricorso a tecniche di volo autonomo e intelligenza artificiale su cui l’Enac sta intensamente lavorando.

D. Sarà utile e necessaria una collaborazione con i primari player che operano nel mondo dei trasporti (società aeree, società autostradali)?

R. Certo. Enac ha proprio l'obiettivo di accompagnare la transizione digitale ed ecologica nel settore dell'aviazione civile attraverso lo sviluppo di soluzioni di mobilità intelligente e sostenibile che sfruttino la terza dimensione, guardando oltre il trasporto aereo tradizionale e promuovendo una rinnovata crescita economica e industriale della filiera nazionale. La sfida deve essere affrontata in maniera unitaria, come sistema Paese. Pensiamo alla logistica e al monitoraggio delle infrastrutture strategiche. A riguardo abbiamo stretto collaborazioni con alcune società di gestione aeroportuale (Adr, Sea e Save) e anche con i soggetti istituzionali locali che hanno un ruolo molto importante per l’accettazione sociale e per la pianificazione territoriale.

D. Sea ha firmato un accordo con una società che costruisce vertiporti. Adr ha avviato una partnership industriale con volocopter: i "maxi droni" potrebbero arrivare a Roma entro il 2024 e a Milano due anni dopo. Che cosa ne pensa? 

R. Ovviamente l’applicazione dei cosiddetti air taxi rientra tra gli obiettivi della nostra pianificazione e richiede necessariamente un percorso progressivo che passa da un primo momento in cui questi mezzi innovativi e sostenibili (elettrici) vedranno la presenza a bordo di un pilota, fino ad arrivare ad una loro piena automazione. La sfida si gioca su nuovi requisiti per i vertiporti, nuovi concetti operativi e protezione in termini di cybersecurity e security, aspetti che intendiamo affrontare nel minor tempo possibile.

D. In un momento in cui il settore aereo e affini vive un momento di grande difficoltà, i droni avranno importanti ricadute occupazionali per il Paese?

R. Questa crisi ci ha insegnato che il sistema Paese ha bisogno più che mai di rinascita e resilienza, di un’azione di governo che faccia leva sull’innovazione e sulle tecnologie per lo sviluppo industriale di settore e di consolidare l’eccellenza italiana. Diverse stime indicano che il mercato globale di applicazioni di Mobilità Aerea Avanzata potrà raggiungere approssimativamente i 55 miliardi di dollari entro il 2030, con un tasso di crescita annuo nel periodo 2021-2030 di circa il 18 per cento. La nostra stima dell’impatto cumulato occupazionale si aggira intorno ai 114,7 mila posti di lavoro.


Sofia Fraschini - Giornalista economico-finanziaria, laureata in Sociologia a indirizzo Comunicazione e Mass media, ha iniziato la sua carriera nel gruppo Editori PerlaFinanza dove ha lavorato per il quotidiano Finanza&Mercati e per il settimanale Borsa&Finanza specializzandosi in finanza pubblica e mercati finanziari, in particolare nei settori Energia e Costruzioni. In seguito, ha collaborato con Lettera43, Panorama, Avvenire e LA7, come inviata televisiva per la trasmissione L’Aria che Tira. Dal 2013 lavora come collaboratrice per la redazione economica de Il Giornale e dal 2020, per il mensile del sito Focus Risparmio di Assogestioni.

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